martedì 3 gennaio 2012

La Speranza contro la paura

"L’importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all’aver paura, non è né passivo come questo sentimento né, anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L’affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece di restringerli, non si sazia mai di sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa all’esterno può essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono."

Ernest Bloch

giovedì 29 dicembre 2011

Vivere serenamente con Compiz, Ubuntu Oneiric e Nvidia

Scrivo questo hint nella speranza di salvare la vita a milioni di persone e dopo aver ravvisato, nella Rete, la totale assenza di soluzioni ad un fastidioso problema che attanagliava la mia macchina da quando ho arditamente upgradato ad Ubuntu 11.10 (aka Gattopardo Onirico).
Da alcuni giorni sentivo la ventola del processore girare vorticosamente, a circa 3000 RPM contro gli usuali 2000 RPM (+50%); mi sono quindi subito accorto che il processore scalava alla massima frequenza, anche in momenti di apparente inattività. Questo produceva ovviamente maggiore rumorosità, maggiore usura meccanica, maggior consumo energetico a discapito dell'amato ambiente e, ovviamente, un sensibile calo prestazionale.
Inoltre non si potevano non notare alcuni glitches grafici che rendevo in alcuni casi la Dash di Unity inutilizzabile.

Conoscendo i miei polli, mi è bastato un htop per avere conferma che il colpevole era il processo compiz, il quale occupava costantemente il 98% della CPU. Poiché sul portatile, corredato da analoga configurazione software, il problema non si verificava, ho subito (giustamente) accusato i driver grafici Nvidia che, anche dopo l'aggiornamento, persistevano nella criticità.
Utilizzare il CPU-scaling per ridurre la frequenza del processore non poteva essere la soluzione, per l'ovvia necessità di potenza di calcolo in determinate situazioni (es. video HD); né tantomeno si poteva regredire alla versione non accelerata del Desktop Environment (Ubuntu 2D), per una questione di orgoglio (e di funzionalità).
Mi sono allora ricordato che il compositing di Compiz passa attraverso le librerie OpenGL, quindi è bastato settarne i relativi parametri.

Ecco quindi la soluzione, semplice ed efficace:
  • da terminale apri nvidia-settings (se necessario con privilegi di root)
  • apri la scheda OpenGL settings
  • abilita il Sync to Vblank
La tua vita è già cambiata in meglio!


marco brandolini

lunedì 26 dicembre 2011

Agire, oggi.

That we would do
We should do when we would; for this 'would' changes
And hath abatements and delays as many
As there are tongues, are hands, are accidents;
And then this 'should' is like a spendthrift sigh.

Quel che vorremmo fare
dovremmo farlo mentre lo vogliamo; perché questo 'vogliamo' muta
ed ha smorzature e rimandi, per quante
sono le lingue e le mani e gli eventi,
e quel 'dovremmo', allora, è come il sospiro prodigo che alleviando fa male.

(W. Shakespeare, Hamlet, Act IV, Scene VII)

sabato 26 novembre 2011

Pour rire en société - Per ridere in società

Pour rire en société - Jacques Prévert

Le dompteur a mis sa tête
dans la gueule du lion
moi
j'ai mis seulement deux doigts
dans le gosier du Beau Monde
Et il n'a pas eu le temps
de me mordre
Tout simplement
il a vomi en hurlant
un peu de cette bile d'or
à laquelle, il tient tant
Pour réussir ce tour
utile et amusant
Se laver les doigts
soigneusement
dans une pinte de bon sang
Chacun son cirque.




Per ridere in società - Jacques Prévert

Ha messo la sua testa il domatore 
nella gola del leone
io
ho infilato due dita solamente
nel gargarozzo dell'Alta Società
Ed essa non ha avuto il tempo di mordermi
Anzi semplicemente
urlando ha vomitato
un po' della dorata bile
a cui è tanto affezionata
Per riuscire in questo giuoco
utile e divertente
Lavarsi le dita 
accuratamente
in una pinta di buon sangue
A ognuno la sua platea.

giovedì 25 agosto 2011

Auguri Linux, 20 anni di libertà!

 
Il 25 agosto 1991, esattamente 20 anni fa, lo studente finlandese Linus Torvalds diede avvio al più grande progetto collettivo nella storia dell'umanità: il kernel Linux. Un brillante esperimento che applicò, con straordinario successo, i principi di libertà del software teorizzati da Richard Stallman e sino ad allora praticati dal progetto GNU e dalla Free Software Foundation. Ciò che rende Linux così rivoluzionario è il fatto che sia stato concepito secondo un modo radicalmente alternativo di organizzazione del lavoro, alieno dalla logica dello sfruttamento e del profitto aziendale.
Di seguit un estratto dello storico post pubblicato sul newsgroup "comp.os.minix.", che segnò la "nascita" del sistema libero più amato del mondo:

« Sto programmando un sistema operativo (gratuito e solo per hobby, non vuole essere grande e professionale come GNU) per cloni di AT 386(486). È in preparazione da Aprile, e sta iniziando a funzionare. [...] otterrò qualcosa di funzionante in pochi mesi e mi piacerebbe sapere quali funzionalità vuole la maggior parte della gente. Ogni suggerimento è ben accetto, anche se non posso promettervi che lo implementerò.» - Linus Torvalds



Da allora molta strada è stata fatta: le 250 mila righe di codice del 1995 sono oggi diventate 14 milioni; 413 dei 500 supercomputer più potenti della Terra funzionano grazie a Linux, che si è guadagnato con il tempo il titolo di sistema operativo più stabile, scalabile, sicuro, potente e adattabile del mondo. Milioni di apparecchi che utilizziamo nella nostra vita quotidiana, dalle più svariate architetture hardware, utilizzano questo OS, dimostrando come il frutto della cooperazione volontaria e spontanea di milioni di appassionati possano creare uno strumento di altissima qualità.  Interminabili sarebbero le considerazioni da fare, ma per ora ci limitiamo a festeggiare con gioia i primi 20 anni di questo splendido "ragazzo", che non finirà mai di crescere, di migliorare e di imparare. 

marco brandolini


martedì 26 luglio 2011

Aggiungere repository Ubuntu in maniera facile e divertente

Il mondo di Linux è in continua espansione e sempre più sviluppatori abbracciano la filosofia del software libero. Negli ultimi anni è quindi aumentata esponenzialmente la disponibilità di pacchetti liberi per svolgere le più disparate attività. Chi viene dal mondo Debian, è abituato a installare software binario tramite l'installazione di pacchetti .deb che le nostre distribuzioni rendono disponibili attraverso i loro repo; tuttavia negli ultimi anni sono fioriti ovunque dei repository personalizzati, che contenevano magari versioni compilate di codice in fase di testing (e quindi potenzialmente instabile), oppure programmi sviluppati in proprio e resi disponibili per la comunità.


Un forte impulso è stato dato dalla distribuzione Ubuntu, e soprattutto dalla felice idea di promuovere il progetto Launchpad e la costruzione di repo "ppa" creati e gestiti dagli utenti. Per questo motivo a molti di noi sarà capitato di dover aggiungere manualmente gli indirizzi dei repo, modificando il file /etc/apt/sources.list oppure attraverso il comando ECHO. La cosa scomoda era però dover scaricare manualmente le chiavi di autenticazione  che garantivano l'integrità dei pacchetti. Questo fastidio è stato risolto dal comando

sudo add-apt-repository ppa:nome/repo

Con esso è possibile eseguire tutte le operazioni  di aggiunta di una nuova sorgente software (binaria e source code); ovviamente prima di installare il pacchetto è necessario aggiornare il relativo database con un semplice

sudo apt-get update

Facile, no? Buona installazione.

marco brandolini

domenica 13 dicembre 2009

Un mondo di privacy

For if we are observed in all matters, we are constantly under threat of correction, judgment, criticism, even plagiarism of our own uniqueness. We become children, fettered under watchful eyes, constantly fearful that — either now or in the uncertain future — patterns we leave behind will be brought back to implicate us, by whatever authority has now become focused upon our once-private and innocent acts. We lose our individuality, because everything we do is observable and recordable.

Bruce Schneier