venerdì 9 maggio 2014

9 maggio, a Nichelino una via dedicata a Peppino Impastato

Il 9 maggio ricorre l'anniversario della morte di Peppino Impastato.
Un ragazzo che nella Sicila degli anni '70 si è battuto con corragio e determinazione per contrastare e combattere una delle peggiori piaghe del nostro Paese: la mafia.
Peppino venne barbaramente ucciso dai sicari mafiosi e per molti anni la verità sul suo massacro venne oscurata anche dalle autorità.
Per fortuna negli ultimi anni è rifiorita la memoria della sua figura, e il suo esempio oggi è un faro per molti giovani che si battono per la legalità
Per questo ho pensato di proporre in Consiglio Comunale di Nichelino, in passato, una mozione per intitolare una via a questo grande eroe.
Mozione approvata con un solo voto contrario.
Ora siamo in attesa che si liberi una via per poter applicare questo atto e dare un importante segnale da parte della nostra Amministrazione.

Ti sia lieve la terra, caro Peppino. Noi non ti dimentichiamo!




di seguito il testo della mozione approvata in Consiglio Comunale di Nichelino:


MOZIONE

Oggetto: Omaggio a Peppino Impastato

IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO:

PREMESSO CHE
Quest'anno ricorre il 30° anniversario dell'assassinio mafioso di Peppino Impastato (9 maggio 1978),
il cui caso per molti anni è stato archiviato, cinicamente, come un caso di "suicidio";
che negli ultimi anni è riemersa a galla la verità e che nel 2002 sono state emesse le sentenze
di condanna definitiva dei responsabili dell'omicidio;

RITENENDO CHE
la mafia è un problema di carattere nazionale, e la lotta per la giustizia va condotta su tutti i livelli,
anche da un punto di vista simbolico e di coscienza civica; la figura di Peppino Impastato e la sua coraggiosa
militanza contro la mafia costituiscono un esempio per le generazioni presenti e future;

CONSIDERATO CHE
alcune associazioni del territorio hanno messo in campo nei mesi scorsi  alcune lodevoli iniziative
per ricordare l'impegno di quest'uomo straordinario e per far far conoscere la sua storia a tutta
la cittadinanza, in particolare ai giovani;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE:

a) a sostenere le attività istituzionali o sociali, anche di associazioni e gruppi presenti sul territorio,
che si propongono di mantenere viva la memoria di Peppino Impastato,
ai sensi dell'articolo 31, comma 1 del Titolo III, Capo II dello Statuto della Città di Nichelino;

b) ad intitolare, alla prima occasione utile, una via o una piazza a Peppino Impastato.

Marco Brandolini

martedì 22 aprile 2014

Salvi i lavoratori dell'igiene urbana di Nichelino, la Politica per il Lavoro, di marco brandolini

Si è conclusa positivamente la vicenda dei lavoratori occupati nel settore dell'igiene urbana di Nichelino. Che cosa era successo?
Nel primo piano finanziario del Covar, consorzio che si occupa di gestire i servizi di igiene urbana di diversi Comuni, tra cui Nichelino, era previsto un taglio che avrebbe comportato il RISCHIO DI PERDERE 10-15 posti di LAVORO.
Abbiamo chiesto con forza in Consiglio Comunale, attraverso la discussione di una mozione di cui sono stato primo firmatario, e sostenuta da SEL, PD, Socialisti e Moderati, che venissero tutelati i posti di lavoro e la qualità dei servizi.
Una missione che sembrava impossibile, ostacolata dalle opposizioni, ma che dopo una faticosa operazione di rivisitazione del piano (che è stato rimodulato e corretto), ha permesso al Comune di NICHELINO DI SALVARE TUTTI I POSTI DI LAVORO, tagliando alcuni sprechi e senza ridurre i servizi.
Questa per noi è la Politica utile a risolvere i problemi reali dei cittadini e dei lavoratori di Nichelino.
Un ringraziamento va alle forze politiche e ai tecnici che si sono impegnati per arrivare alla migliore soluzione.

Marco BRANDOLINI




Il testo integrale della mozione discussa in Consiglio Comunale:

MOZIONE
Oggetto: Tutela dei lavoratori dell'igiene urbana e della qualità del servizio

Premesso che:

Negli ultimi anni i costi delle bollette della raccolta rifiuti sono aumentati considerevolmente, anche a causa dell'obbligo di legge che prevede la obbligatorietà della copertura totale del servizio a carico dei cittadini;

un servizio efficiente di raccolta rifiuti e i correlati servizi di pulizia e igiene urbana sono una necessità imprescindibile per i cittadini;

la crisi economica che ha duramente colpito anche la nostra Città impone la necessità di abbassare la pressione sui cittadini, riducendo i costi delle bollette pur mantenendo alto il livello qualitativo dei servizi;

Considerato che:

l'attuale livello qualitativo dei servizi di igiene urbana può essere mantenuto esclusivamente se rimangono inalterati i livelli occupazionali, così come previsto dal capitolato d'appalto; inoltre, non è accettabile generare, proprio in quel settore, un'ulteriore perdita dei posti di lavoro;

Le necessarie riduzioni di costi al piano finanziario del Consorzio, finalizzati alla riduzione della bolletta dei cittadini, non possono e non devono essere fatte sui lavoratori che erogano i servizi di raccolta e pulizia ma riducendo i costi indiretti, di gestione e ottimizzando i processi burocratico-amministrativi in modo da ridurne il peso;

IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:

• Adoperarsi per operare un taglio ragionato dei costi del servizio di igiene urbana, finalizzati alla riduzione delle bollette;

• Garantire il mantenimento di un alto livello qualitativo del servizio;

• Mantenere gli attuali livelli occupazionali, ovvero impedire che i tagli di costi al piano
finanziario possano ridurre i posti di lavoro.

mercoledì 2 aprile 2014

Il Comune di Nichelino nomini gli scrutatori tra i disoccupati - di marco brandolini

AL SINDACO DI NICHELINO GIUSEPPE CATIZONE
AI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE ELETTORALE


Sig. Sindaco, sig.ri componenti della Commissione elettorale,

Il 25 maggio si svolgeranno le elezioni comunali, regionali ed europee. 
Come ad ogni elezione, la Commissione elettorale è chiamata a nominare i cittadini che dovranno svolgere le funzioni di scrutatore ai seggi elettorali. Per questo compito è previsto un compenso che il Comune di Nichelino, da diversi anni, eroga in tempo reale attraverso il rilascio degli assegni direttamente durante le consultazioni.
Vista la crisi occupazionale che investe la nostra Città, mi appello a voi affinché stabiliate di nominare gli scrutatori tra le persone che in questo momento non hanno un'occupazione.
Tale decisione non solo è possibile ma è già stata disposta, ad esempio, dalla Città di Torino.
Confido nella vostra sensibilità per applicare questo criterio anche nel Comune di Nichelino.

Cordiali saluti.

Marco BRANDOLINI
Presidente Commissione Lavoro di Nichelino

p.s. grazie al Mattino di Nichelino per l'articolo


mercoledì 26 marzo 2014

Dimissioni in bianco, a Nichelino una misura concreta - di marco brandolini

Finalmente è stata approvata alla Camera la legge che contrasta le dimissioni in bianco,
Da tempo a Nichelino mi batto per contrastare questa odiosa pratica che mette i lavoratori in condizione di essere continuamente ricattati.
Per questo già nel 2012 ho proposto una mozione, poi approvata dal Consiglio Comunale, che impegnava concretamente la Giunta a monitorare le aziende che forniscono servizi al Comune di Nichelino e a rescindere i contratti con quelle ditte che si fossero rese colpevoli di avere richiesto ai lavoratori le cosiddette dimissioni in bianco.


Di seguito il testo della mozione:


MOZIONE

OGGETTO: richiesta di monitoraggio e azioni concrete di contrasto all'illecita pratica delle cosiddette "dimissioni in bianco"

Premesso che:
Il nostro Paese attraversa un momento di forte crisi non solo economica ma anche culturale e di modelli, il cui prezzo più alto viene pagato dai giovani sempre più spesso condannati ad una situazione di precarietà esistenziale;

Considerato che:
Dai dati Istat di luglio 2011 il 27,6% dei giovani della provincia di Torino non ha un posto di lavoro, tantomeno fisso e tra questi il 18% è donna; in un Paese dove il tasso di natalità è fermo al 9,1% , si utilizzano pratiche illegali come quella delle "dimissioni in bianco" per le giovani lavoratrici.

Ritenuto che:
Questo comportamento illegale, utilizzato purtroppo sempre più spesso nei confronti delle donne "potenzialmente a rischio maternità", è un ulteriore e gravissimo disincentivo al diritto della donna a lavorare e parallelamente lede il suo diritto ad essere madre.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:

- vigilare attentamente sulle pratiche di assunzione di tutti gli attuali soggetti fornitori di servizi diretti, al fine di denunciare immediatamente eventuali illeciti;

- inserire all'interno dei prossimi contratti o appalti esterni da stipulare, una clausola liberatoria che preveda nel caso di riscontro d'illecito l'immediata recessione del contratto in atto e una cospicua penale a carico dell'azienda.

marco brandolini

martedì 4 febbraio 2014

Acqua Pubblica: se ti opponi paghi - di marco brandolini, nichelino

INCREDIBILE! Oltre il danno, la beffa! 
Dopo la vittoria dei referendum del 2011 sull'ACQUA PUBBLICA, non solo la volontà dei cittadini non viene applicata, ma vengono condannati i cittadini che ne chiedono il rispetto!
Noi continuiamo la battaglia presso tutti i Comuni soci della SMAT, fino a quando non la trasformeremo in azienda speciale di diritto pubblico.


sabato 7 dicembre 2013

Con Mandela. Il Consiglio Comunale di Nichelino approva nostro ordine del giorno contro la legge Bossi-Fini - di marco brandolini


Nelson Mandela,"meraviglioso maestro di libertà", ha combattuto tutta la vita per l'uguaglianza degli uomini e contro la piaga del razzismo.
Il suo impegno e i suoi ideali possono essere onorati solamente perseguendo con ostinazione l'abolizione di ogni forma di discriminazione.
In Italia esiste tuttavia quell'aberrazione giuridica del "reato di clandestinità" prevista dalla legge Bossi-Fini.
Contro questa legge si è espresso il Consiglio comunale di Nichelino che ha approvato l'ordine del giorno, di seguito riportato. Contrari Moderati, Lega Nord e centrodestra.
Con questo atto Nichelino dimostra ancora una volta la sua tradizionale vocazione di accoglienza, solidarietà e volontà di integrazione.
Perché le idee, i principi e i valori contano.

Marco Brandolini





ORDINE DEL GIORNO


OGGETTO - appello al Governo e al Parlamento per l'immediata abolizione del reato di immigrazione clandestina introdotto dalla legge 94/2009, la modifica urgente del T.U. sull'Immigrazione (Dlgs 286/1998) con la revisione dei meccanismi di ingresso e l'abolizione delle norme previste dalla legge 189/2002 (Bossi/Fini)


RICHIAMATO

- l'art. 10 della Costituzione: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”;


PREMESSO CHE:

- il 3 ottobre 2013 nelle acque italiane prospicienti le coste del Comune di Lampedusa e Linosa (Ag) nei pressi dell’Isola dei Conigli si è consumata l'ennesima e più consistente strage di migranti nel mare italiano, morti nel tentativo di raggiungere la costa;
- l’11 ottobre a circa 70 miglia a sudest di Lampedusa, in acque maltesi, un barcone di immigrati si e' inabissato con un drammatico bilancio di 206 naufraghi e 34 corpi senza vita recuperati;
- queste tragedie si sommano alle centinaia occorse negli ultimi venti anni e che portano l’OIM – Organizzazione Mondiale – delle Migrazioni a stimare la cifra di 25.000 morti in venti anni nelle acque del Mar Mediterraneo;

CONSIDERATO CHE:

- attualmente la difficoltà di ottenere visti di ingresso per i paesi Europei e la mancanza di adeguati canali di migrazione legale alimentano i flussi clandestini e il traffico di esseri umani;
- la mancanza di una politica comune europea sulle migrazioni e sull’applicazione del diritto di asilo aggrava la gestione del fenomeno;
- in questo quadro la gestione dei flussi migratori verso il nostro paese attraverso i decreti si è rivelata fallimentare e non sufficiente per far fronte alle richieste di ingresso e al fabbisogno di mano d'opera;
- l'introduzione di norme restrittive sul ricongiungimento familiare e sulla possibilità di rilascio di visti per la ricerca di un lavoro ha reso ancora più difficile l'ingresso legale in Italia;
- la previsione del reato di immigrazione clandestina si è rivelata vessatoria e totalmente inutile al contenimento delle presenze irregolari;

RITENUTO CHE:

- sia indispensabile un’immediata iniziativa in campo europeo da parte del nostro Paese, con lo scopo di costruire “corridoi umanitari” sicuri che accompagnino le persone e le famiglie in fuga evitando nuove ed ulteriori tragedie;
- sia urgente porre in sede europea la richiesta di un'armonizzazione delle politiche migratorie per il rilascio dei visti, l'accoglienza, il riconoscimento del diritto di asilo;
- sia necessario rivedere la legislazione italiana in materia di migrazioni e asilo, con l'apertura di canali costanti di regolarizzazione che sottraggano gli esseri umani ai trafficanti e consentano l'ingresso regolare nel nostro Paese;

IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO

SI APPELLA

Al Parlamento Italiano, al Governo ed al Presidente del Consiglio dei Ministri affinché si agisca, senza dilazioni, per abolire la Legge 189/2002 Bossi-Fini, il reato di clandestinità e tutte le norme che limitano indebitamente i diritti fondamentali dei migranti, così come sono sanciti nella Carta Europea dei Diritti fondamentali

E INVITA

- Il Legislatore ad introdurre misure che garantiscano il diritto alla vita e alla dignità umana, consentendo diverse modalità di ingresso legale in Italia;
- il Governo Italiano a farsi immediato carico di aprire la questione nelle sedi istituzionali europee, chiedendo la sospensione di tutte le norme che impediscono la corretta rotta dei natanti, operando una radicale revisione della Convenzione di Dublino, per fare fino in fondo dell’immigrazione una questione europea e permettendo a chi entra in Italia di passare ad altri Paesi.

Marco BRANDOLINI

venerdì 29 novembre 2013

Nichelino, inaccettabili le pressioni di SMAT S.p.a. sul Consiglio Comunale


I referendum del giugno 2011 hanno sancito, inequivocabilmente, la volontà dei cittadini italiani di affermare il principio che l'Acqua è un BENE COMUNE.
Per rendere concreta questa volontà abbiamo proposto una deliberazione che esprimesse il chiaro indirizzo politico del Consiglio Comunale della Città di Nichelino: vogliamo che la gestione del servizio idrico sia PUBBLICA e che quindi la SMAT S.p.A. venga trasformata in Azienda speciale di diritto pubblico, così come già avvenuto in altre Città italiane.
Abbiamo voluto che questa deliberazione fosse di iniziativa consiliare proprio perché rivendichiamo con forza le prerogative che il nostro ordinamento democratico affida al Consiglio Comunale: il potere di indirizzo e controllo sulla gestione delle aziende partecipate del Comune.
Per questo riteniamo inaccettabile la lettera ufficiale della Smat S.p.A., indirizzata al Sindaco e ai Capigruppo, nella parte in cui dice: “Vi chiediamo pertanto di voler sospendere l'approvazione da parte del Consiglio Comunale della deliberazione in esame”.
Noi crediamo infatti che le decisioni che riguardano le collettività vadano prese nei Consigli Comunali, sede di rappresentanza democratica della volontà popolare, e NON dai CONSIGLI di AMMINISTRAZIONE; altrimenti ci sarebbe una inaccettabilee pericolosa inversione dei ruoli.
Chiediamo quindi al Sindaco e a tutti i Consiglieri comunali di Nichelino di affermare la propria autonomia nelle scelte e invitiamo la SMAT S.p.A a non interferire, attraverso inopportune ed indebite ingerenze, sulle decisioni che la nostra Città vorrà prendere.


Marco BRANDOLINI




Qui la proposta di deliberazione.

Oggetto: TRASFORMAZIONE DI SMAT SPA IN AZIENDA SPECIALE CONSORTILE - ATTO DI INDIRIZZO


Richiamato l’articolo 20 del vigente Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale ed altri Organi Collegiali del Comune che, tra l’altro, prevede che i consiglieri possono presentare proposte di deliberazione su argomenti che riguardano direttamente le funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del Consiglio e le altre competenze allo stesso attribuite dalle Leggi e dallo Statuto;

Vista la nota prot. n. 39318, pervenuta il 19 novembre 2013, presentata dai consiglieri comunali Brandolini Marco e Lotesto Maria Maddalena, con la quale si chiede l’istruzione di una proposta di deliberazione ad oggetto “Trasformazione di SMAT spa in Azienda Speciale Consortile” nel testo che segue:

Ricordato che:

Già nel novembre del 2008 veniva approvata dal Consiglio Comunale di Nichelino la mozione che impegnava la Giunta a “sostenere nelle sedi opportune l’opposizione del Comune di Nichelino ai tentativi di affidare la gestione dell’acqua ai privati”;

Nella seduta del 30.11.2009 veniva ribadito l’impegno attraverso l’approvazione della mozione “Nichelino: acqua bene comune pubblico” nella quale si impegnava il Consiglio stesso alla modifica dello Statuto della Città;
Dopo un anno di discussione, nella seduta del 03.11.2010 la Commissione Affari Generali ed Istituzionali ha esaminato ed approvato la proposta di modifica dello Statuto Comunale;
Nella seduta del 30.11.2010 il Consiglio Comunale approvava la modifica dello Statuto inserendo all’articolo 2 “Finalità” il seguente comma:
4. Tutela il diritto universale all’acqua potabile attraverso la garanzia dell’accesso individuale e collettivo dei cittadini alla risorsa.

e all’articolo 53 “Servizi pubblici locali” i seguenti commi:

2. Per tutti i fini previsti dalla legislazione vigente, il servizio idrico integrato è dichiarato servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
3. In osservanza alla legge, la proprietà della rete di acquedotto e distribuzione è pubblica ed inalienabile; la gestione della rete e l’erogazione del servizio idrico, tra loro indivisibili, sono attuate esclusivamente mediante enti o aziende interamente pubblici.
Nella seduta del 7.6.2012, il Consiglio Comunale ha approvato una mozione che impegnava Sindaco e Giunta a:
- attivarsi presso l’ANCI perché tutti i comuni italiani intervengano con determinazione chiedendo al Governo Monti di non inserire la proprietà e la gestione pubblica delle risorse idriche nei prossimi provvedimenti sulle liberalizzazioni e privatizzazioni, prendendo immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano;
- dare seguito all’esito del Referendum promuovendo assieme al Comune di Torino e agli altri Comuni soci di Smat spa, tramite le rispettive aree omogenee di riferimento, all’Autorità d’Ambito e alla Provincia di Torino la trasformazione di SMAT in azienda speciale consortile;

- attivarsi presso l’Autorità d’Ambito e il C.d.A. di SMAT per eliminare la voce "remunerazione del capitale investito" in attuazione della lettera del secondo quesito referendario del 12 e 13 Giugno 2011;

Premesso che:

L’Amministrazione Comunale di Nichelino intende proseguire nel mantenere in mano pubblica la proprietà e la gestione, partecipativa e senza scopo di lucro, del servizio idrico integrato del nostro territorio, e per questo dichiara di:
- riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
- confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
- riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli artt. 31 e 114 del D.Lgs. 267/2000.
L’unificazione di AAM, lo storico acquedotto di Torino, con il Consorzio Po Sangone che aveva unito i primi 10 comuni della cintura torinese nella realizzazione e gestione dell’impianto di depurazione, fornì l’occasione di trasformare la natura giuridica dei due enti ma usciti dal governo di diritto pubblico, SMAT e Consorzio Po Sangone entrarono in quello del diritto privato, e specificatamente nella forma giuridica della Società per Azioni SMAT, con un numero di soci giunto a 286 Comuni ed Enti Locali azionisti.
Non esiste alcuna norma comunitaria che impone la privatizzazione dei servizi pubblici; l’Unione Europea riconosce infatti che “[…] le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”; recentemente, la Corte Europea di Giustizia ha ribadito che “[…] un’autorità pubblica ha la possibilità di adempiere ai compiti di interesse pubblico ad essa incombenti mediante propri strumenti, amministrativi, tecnici e di altro tipo, senza essere obbligata a far ricorso ad entità esterne non appartenenti ai propri servizi”. (Sentenza Stadt Halle e RPL Lochau, punto 48) [Sentenza Corte europea di Giustizia: C-324-08 del 13 novembre 2008*.
La gestione pubblica di un servizio economico generale è quindi ammessa dai principi e dalle regole del diritto comunitario che possono applicarsi direttamente nell’ordinamento italiano, anche in assenza – com’è il caso attuale – di una disciplina nazionale di adeguamento, come del resto riconosciuto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 24 del 26 gennaio 2011.

Considerato che:

La trasformazione di SMAT S.pA. in azienda speciale consortile è implicita nello STESSO statuto dell’azienda, ove all’art. 9, comma 1 si dice che : “Il capitale della società è interamente pubblico.
Possono entrare nella società gli enti locali o loro forme associative il cui territorio sia compreso nell’Ambito Territoriale Ottimale n. 3 Torinese (ATO3) quale definito nell’Allegato B (LR 20 gennaio 1997, n. 13)”.
L’art. 10 recita inoltre che: “I Comuni posso trasferire le proprie azioni esclusivamente a favore di enti locali o loro forme associative compresi nell’Ambito Territoriale Ottimale n. 3 Torinese.”;

Il risultato elettorale dei referendum del 12 e 13 giugno 2011, anche nel nostro Comune ha visto la nettissima vittoria del SI ai due quesiti, in linea con il dato nazionale;
Un così chiaro e largamente maggioritario orientamento dei cittadini avrebbe meritato una sollecita ed adeguata risposta delle istituzioni locali e nazionali; risulta invece che, a distanza di oltre due anni da quell’evento, le istituzioni non hanno ancora dato attuazione a quanto voluto dai cittadini italiani.

In questo ambito di riferimento, va inquadrata la realtà nella quale opera SMAT SpA, società che garantisce il servizio idrico integrato in 286 Comuni e nella quale l’azionista Città di Torino, pur detenendo la quota largamente maggioritaria del capitale, non può prevalere sulla volontà degli altri Comuni soci ed ha bisogno che una parte almeno di essa condivida le sue scelte per poterle adottare, infatti l’art. 17.2 dello Statuto SMAT stabilisce che:
L’Assemblea ordinaria e straordinaria, nella prima convocazione e nelle successive, delibera con voto favorevole dei Soci che rappresentano il 75% (settantacinque per cento) del capitale sociale.”
Tali peculiarità operative, gestionali e organizzative appaiono incoerenti con l’attuale modello giuridico di SMAT, quello della società di capitale dotata di personalità giuridica di diritto privato; tale modello è finalizzato al perseguimento della maggior redditività possibile e modellata non per privilegiare il coinvolgimento sistematico nelle scelte gestionali dei soci di minoranza (ovvero dei piccoli azionisti) né tanto meno degli utenti del servizio, bensì per garantire la massimizzazione dei profitti.
SMAT S.p.A., al contrario, risulta essere, per le ragioni sopra evidenziate, del tutto aderente, quanto a vocazione e finalità perseguita, al modello organizzativo ed operativo dell’Azienda Speciale Consortile delineata dagli artt. 31 e 114 D.Lgs. 267/2001 e s.m.i.. La SMAT Spa, infatti, ha come obiettivo quello di garantire il soddisfacimento dell’interesse collettivo di tutta la comunità presente sul territorio nel quale opera, attraverso un accesso universale e di qualità alla risorsa primaria dell’acqua, in primo luogo quella per uso umano, finalità incompatibile con il perseguimento di un profitto economico da distribuire ai soci.
LA SMAT, pertanto, meglio riuscirà a perseguire i propri fini abbandonando la struttura di società commerciale per azioni e trasformandosi in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico a norma degli artt. 31 e 114 D.Lgs. 267/2001 e s.m.i., finalizzata esclusivamente alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati.

L’art. 2500-septies c.c., introdotto, con decorrenza 1° gennaio 2004, dall’art. 6 D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, ha reso espressamente possibile la trasformazione eterogenea da società di capitali a consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di aziende, associazioni non riconosciute e fondazioni e viceversa, imponendo unicamente che “la deliberazione de[bba] essere assunta con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto, e comunque con il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata” (comma 3). Tale norma è già stata applicata con la trasformazione di ARIN SPA in ABC Napoli ed è la base di analoghe trasformazioni in corso nei Comuni di Reggio Emilia, Piacenza, Vicenza, Forlì ed altri Comuni.
Nulla osta alla trasformazione di SMAT SpA in Azienda Speciale Consortile, la quale attività dovrà essere orientata esclusivamente alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati, senza fini di lucro e, al fine di garantire una gestione trasparente, democratica e volta agli interessi della collettività servita, dovrà essere retta da uno Statuto che fissi principi fondamentali a presidio di quelle esigenze così riassunti:
a) l’Azienda dovrà, in via esclusiva, operare nell’ambito della produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati;
b) l’Azienda non potrà perseguire fini di lucro anche in via indiretta;
c) l’Azienda dovrà garantire la effettiva partecipazione della popolazione residente nel territorio degli enti locali consorziati alle scelte qualificanti relative alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato;
d) l’Azienda dovrà garantire la partecipazione dei propri dipendenti alle scelte qualificanti relative all’organizzazione del lavoro.
Da quanto sopra evidenziato risulta ormai indispensabile riconsiderare l’attuale struttura giuridica, organizzativa e gestionale di SMAT SpA, in cui la Città di Torino detiene la partecipazione maggioritaria direttamente e indirettamente, per tramite della controllata Finanziaria Città di Torino Srl. e che tale trasformazione richiede anche la stesura e l’approvazione di un nuovo Statuto dell’Azienda, nel rispetto dei principi sopra indicati.

Visti:
  • il T.U. delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali approvato con D.Lgs. n. 267 del 18.08.2000 e s.m.i.;

  • il vigente Statuto Comunale;

Visti, ai sensi dell'art. 49 – comma 1 – del T.U.E.L. approvato con D.Lgs. 267/2000:

  • il parere in ordine alla regolarità tecnica, reso dal Segretario Comunale nella sua qualità di Dirigente responsabile dell’Area di Staff, allegato alla presente proposta quale parte integrante e sostanziale della stessa;
  • il parere in ordine alla regolarità contabile reso dall’incaricato di Posizione Organizzativa del Servizio Bilancio e Contabilità, allegato alla presente proposta quale parte integrante e sostanziale della stessa;
IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO DELIBERA
1. di approvare le premesse e le considerazioni come parti integranti e sostanziali della presente deliberazione;
2. di approvare la richiesta di trasformazione di SMAT SpA in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico a norma degli artt. 31 e 114 D.Lgs. 267 /2001 e s.m.i., finalizzata esclusivamente alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati;
3. di chiedere ai soci della SMAT S.p.a. la modifica dello Statuto, per sancire i principi fondamentali a garanzia delle suddette finalità, così come di seguito riassunti:
a) l’Azienda dovrà, in via esclusiva, operare nell’ambito della produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati;
b) l’Azienda non potrà perseguire fini di lucro anche in via indiretta;
c) l’Azienda dovrà garantire la effettiva partecipazione della popolazione residente nel territorio degli enti locali consorziati alle scelte qualificanti relative alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato;
d) l’Azienda dovrà garantire la partecipazione dei propri dipendenti alle scelte qualificanti relative all’organizzazione del lavoro;
4. di dar mandato alla Giunta di valutare e sottoporre al Consiglio Comunale, in caso di trasformazione di SMAT SpA in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico secondo i principi fondamentali sanciti dalla modifica statutaria di cui al punto 2), l’ipotesi di affidamento della gestione del proprio servizio idrico alla suddetta azienda;
5. di dar mandato al Sindaco di promuovere, presso i Comuni appartenenti alla nostra stessa area omogenea, quanto stabilito nella presente mozione;
6. di dar mandato agli Uffici comunali di trasmettere la presente mozione a SMAT SpA, ATO3 e agli Enti territoriali di appartenenza.”